Tutti a scuola studieranno il friulano. Chi non vorrà, dovrà chiedere formalmente l'esenzione. Il presidente Illy ha annunciato l'imminente modifica della norma, recependo così la proposta lanciata da D'Aronco nella lettera aperta pubblicata dal Messaggero Veneto. "La madrelingua - ha riconosciuto il governatore - è una risorsa anche per chi è nato fuori del Friuli". D'Aronco ha apprezzato l'apertura: "Illy ha dimostrato grande ragionevolezza"
di Tommaso Cerno
UDINE. Tutti a scuola studieranno il friulano, salvo gli alunni che esplicitamente – tramite i genitori – chiederanno di essere esclusi. Il governatore Riccardo Illy fa propria la richiesta di Gianfranco D’Aronco, friulanista e leader storico degli autonomisti del Friuli, che nella sua lettera aperta pubblicata ieri sul Messaggero Veneto aveva contestato il meccanismo della nuova norma di tutela, che prevedeva l’insegnamento della madrelingua soltanto per chi lo richiedesse esplicitamente. Le parole di D’Aronco hanno trovato d’accordo il governatore che ha annunciato la modifica della norma: sarà chi non lo vuole a doverlo dichiarare.
«Ho trovato garbato e equilibrato l’intervento del professor D’Aronco – dice Illy –. Ritengo sollevi argomenti corretti sui quali abbiamo discusso in giunta abbastanza a lungo prima di approvare il disegno di legge preliminare che spetta al consiglio ora approvare». Qualche giorno fa, aggiunge il presidente, «ho definito di lana caprina, ma non in termini negativi, la questione dell’iscrizione ai corsi di friulano. Anche se va ricordato che nel disegno di legge è previsto l’obbligo per le scuole di fornire questa opportunità e, come già avviene oggi, la facoltà dei genitori di iscrivere i loro ragazzi. Bene, ho usato quell’espressione perché qualche giorno fa siamo stati a Ruda e nell’incontro con il sindaco di quel Comune e in una amabile conversazione con i suoi assessori e le sue assessore ho rivolto loro la domanda, anzi una serie di domande su un tema che trovo di grande interesse. Primo: dove si parla il friulano? Visto che è un comune che non è nel cuore del Friuli. Mi è stato risposto: dappertutto, a casa, nei luoghi dove si socializza, ma anche sul luogo di lavoro incluso quello pubblico, cioè l’amministrazione comunale. La seconda domanda: quanti bambini delle scuole si sono iscritti ai corsi di friulano? Risposta: praticamente tutti, anche quelli che non sono nati nel comune di Ruda. Allora evidentemente il fatto di doversi iscrivere non ha costituito un ostacolo». Ma ciò nonostante, continua Illy, «siccome tutti si iscrivono non vedo perché debba costituire un ostacolo invertire le parti. Per cui tutti sono iscritti automaticamente e, se un genitore non vuole l’insegnamento, chiede l’esonero».
Un cambio di rotta, in sintonia con la richiesta di D’Aronco, che – se anche dal punto di vista pratico non cambierà molto – dal punto di vista culturale ha un significato profondo per autono...
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